Il sindaco Gabriella Protano a Capo Sounion (Grecia)
Dettagli della notizia
Per la cerimonia a ricordo dei soldati italiani morti nell’affondamento della nave Oria il 12 febbraio 1944
22 Febbraio 2025
Descrizione
Il sindaco Gabriella Protano ha partecipato al viaggio promosso dal Centro Documentazione e Studi Cassinati, dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra di Frosinone (nelle persone di Aurora Capuano e Marika Cervelli) e dal Comune di Cassino per assistere alla cerimonia che ha avuto luogo lo scorso 10 febbraio presso il Monumento di Capo Sounion (Grecia) a ricordo degli oltre 4000 soldati italiani che morirono nel naufragio della nave mercantile norvegese Oria a circa 60 Km a sud di Atene. Della delegazione del Cassinate hanno fatto parte anche il sindaco di Cassino Enzo Salera e i sindaci di Coreno Ausonio (Simone Costanzo), San Vittore del Lazio (Nadia Bucci), Pignataro I. (Benedetto Murro) ed Esperia (Giuseppe Villani), nonché Bernardo Donfrancesco (ex sindaco di Colfelice) e, quali curatori della memoria storica, il Presidente del Centro Studi Cassinati Gaetano de Angelis-Curtis, accompagnato da Francesco Di Giorgio, e il giornalista Erasmo Di Vito.
L’affondamento della nave Oria fu una delle tante tragedie avvenute nel corso della II Guerra Mondiale. La nave era salpata dal porto di Rodi, nel Dodecaneso Italiano, l’11 febbraio del 1944 con a bordo 4116 soldati italiani, prigionieri dei tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 perché non avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini e, essendosi rifiutati di collaborare con il regime nazista, erano destinati alla deportazione nei territori occupati dalla Germania. Nella notte tra l'11 e il 12 febbraio 1944 l’Oria, diretta verso il porto del Pireo (Atene), incontrò una violenta tempesta e andò a infrangersi contro un isolotto presso Capo Sounion, cosa che ne determinò il rapido affondamento e la scomparsa di più di 4000 uomini, stipati all’inverosimile nelle stive della nave. I superstiti furono solo 51, rifugiati per 2 giorni, prima dell’arrivo dei soccorsi, in una piccola zona della prua dell’imbarcazione rimasta fortunatamente emersa. Nei mesi successivi i corpi di circa 250 vittime furono trascinati dai flutti nelle spiagge prospicienti e la popolazione greca del luogo, per quanto stremata dalla guerra e dalla carestia, provvide a seppellirli in fosse comuni (le salme, successivamente recuperate, sono oggi ospitate nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari). Le altre salme sono tuttora lì, in fondo al mare!
Nonostante le testimonianze dei soldati sopravvissuti e degli abitanti greci del luogo la tragedia, purtroppo, rimase a lungo dimenticata. Solo alla fine dello scorso secolo le ricerche del sub greco Aristotelis Zervoudis, coadiuvato anche dai sub italiani Michele Ghirardelli e Luciano De Donno, permisero di individuare in modo più preciso il luogo del disastro, ricostruire la vicenda, rintracciare le famiglie dei dispersi (anche grazie all’individuazione della cosiddetta “Lista d’imbarco”) e conoscere i nominativi degli sfortunati soldati imbarcati sulla nave. Tra essi figura un soldato di Colfelice, Capuano Pasquale di Domenico (il nome è inciso su una lapide del Monumento ai Caduti di Colfelice centro), fratello del papà di Domenico e Antonietta Capuano (concittadini residenti rispettivamente in Via del Soldato e via Taglia I). Da ciò l’invito a prendere parte alla celebrazione di Capo Sounion rivolto dal Comune di Cassino al sindaco di Colfelice.
Dal 2014 la commemorazione del tragico evento si tiene ogni anno, a cura dell’Ambasciata italiana ad Atene, presso il Monumento edificato dalle autorità elleniche nel tratto di costa prospiciente il luogo del disastro, di fronte all'isola di Patroklos (nel 2017 intervenne anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella). È bene segnalare che anni fa, alle spalle del Monumento, Eleuterio Pescosolido di Arce fece piantare degli alberi di ulivo e collocare lì accanto una lapide a ricordo del padre Alfredo, una delle Vittime della tragedia dell’Oria!
Quest’anno la cerimonia di omaggio ai Morti dell’Oria da parte dei sindaci italiani e degli altri rappresentanti istituzionali ha avuto luogo il 9 febbraio scorso alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia ad Atene Paolo Cuculi, di rappresentanti del Governo greco e di altre autorità diplomatiche, militari e religiose. Sono state significative e toccanti le parole con cui l’Ambasciatore ha concluso il suo intervento: “Dispersi sì, dimenticati mai”!
In considerazione del fatto che quei soldati dell’Oria morirono per aver scelto e difeso gli eterni valori della libertà è infine il caso di sottolineare che sulla sommità di Capo Sounion sorgono i resti del Tempio di Poseidon, costruito nel V secolo a. C. e visitato nel 1810 dal poeta inglese George Gordon Byron. Il poeta doveva poi prendere parte alle lotte per l’indipendenza della Grecia, allora dominata dai Turchi, e nel poemetto The Isles of Greece, a proposito di Capo Sounion, ebbe a scrivere “Collocatemi sopra un pendio di marmo di Sounion - Dove niente, eccetto le onde e me stesso, - Possono ascoltare il nostro lamento scorrere. - Lì, come un cigno, lasciatemi cantare e morire; - Una terra di schiavi non sarà mai mia”.
Prof. Bernardo Donfrancesco
Galleria


